mercoledì 30 settembre 2009

I Giovani della Bassa in 200 parole


Mi sono lasciato tentare ed ho partecipato ad un concorso letterario che si tiene in zona. Naturalmente non ho vinto e neppure ho ricevuto una menzione, ma hanno pubblicato il mio racconto nel libro di cui potete vedere la copertina, e questo per me è già un grande risultato.
Ve lo metto qui di seguito: mi dite cosa ne pensate? con sincerità, mi raccomando. Grazie.

L’attaccatutto

Alvise camminava sull’argine del vecchio fiume.

Alvise! Al per gli amici., solo Adriana lo pronunciava per intero, e come era dolce detto da lei

La luna occhieggiava tra i salici e accendeva di bagliori la corrente che scorreva in basso; guardò le luci che punteggiavano la distesa dei campi: case, conoscenti, amici. La pianura pareva estendersi all’infinito; solo quando la Boriana spazzava nebbia e smog se ne vedevano i confini: il Cimone a sud e il Baldo a nord.

Aveva realizzato il primo dei suoi sogni: l’officina, e avrebbe potuto coltivare la sua passione numero due: trattori d’epoca e gare d’aratura. Purtroppo c’era stato un problema con la sua passione numero uno: Adriana, e il suo sogno numero due: sposarsi.

Un frainteso e tutto era andato all’aria.

“Una noce sola nel sacco non fa rumore” aveva detto qualcuno “un po’ di colpa sarà anche tua”

“Forse” aveva risposto “ma ormai abbiamo rotto”

“Ti servirebbe un attaccatutto”

“Magari…” rispose sconfortato

“Ce n’è uno che non sbaglia.”

“Dimmi la marca!”

“Chiedere scusa.”

Non aveva replicato.

Ormai mancava poco alla casa di Adriana, sapeva che avrebbero ricominciato.

Sorrise tra sé: cammina Alvise, la strada si fa bella.

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